Ottobre 14, 2006

Google e YouTube: tanti soldi per nulla. Ma è davvero così?

Archiviato in: Mondo Google — Mauro @ 11:24 pm

E’ di pochi giorni fa la notizia che Google ha speso un sacco di soldi per comprare il sito Internet YouTube: il piu’ importante per ciò che riguarda la condivisione dei video sulla rete. Molte analisi sono state fatte ma quella piu’ lucida ci e’ sembrata quella di KenMcCarthy che riesce a mettere insieme diritti dei consumatori, con la questione dei diritti di proprietà (spesso violati su YouTube) e quella delle strategie prossime venture di Google anche per ciò che riguarda le evoluzione della pubblicità pay-per-click.

Insomma, ci è sembrata una lettura interessante e per questo l’abbiamo tradotto per voi. Buona lettura!

Se non puoi vincerli, comprali
di Ken McCarthy
Articolo originale: http://www.systemvideoblog.com/2006/10/if_you_cant_bea.html

Che senso ha per Google spendere 1.65 Miliardi di dollari per comprare YouTube?
Certamente ce l’ha dal momento che essi hanno trovato come la soluzione AL PROBLEMA…
Intanto cominciamo a guardarne gli aspetti positivi.

Tutto l’affare si è svolto con scambi di azioni e non di denaro il che è una buona notizia per tutte le parti partecipanti allo scambio. I cofondatori di YOuTube, Chad Hurley e Steven Chen, non dovranno pagare alcuna tassa fino a che non venderanno le loro azioni. Scambiare le azioni di Google con quelle di YOuTube (che non è quotata in borsa) è uno scambio merce alla pari: una transazione che non è tassabile. Non male per un anno e mezzo di lavoro (YOuTube è stata fondata nel febbraio 2005).

Un altro grande vincitore di questa partita sono i venture capitalist di Sequoia Capital i quali hanno investito 11.5 milioni di dollari per avere il 30% di YouTube alla fondazione. Il risultato sono stati 495 milioni di dollari in azioni di Google. Un ritorno del 42.043% (quarantaduemilaquarantatre percento) in un anno. Non male.More…

La transazione si è risolta in un buon affare per Google perchè 1.65 miliardi di dollari in azioni di Google sono molto piu’ semplici da gestire che 1.65 miliardi di dollari cash.

Tra il momento in cui l’affare è stato solo una voce di corridoio e quello in cui è diventato un fatto reale il valore di mercato di Google è aumentato di 3 miliardi di dollari. Questo significa che se valutiamo l’acquisto di YouTube dal punto di vista del valore di mercato di Google, l’acquisto è stato praticamente a costo zero. In realtà esso è stato “finanziato” da Wall Street.

YouTube è il 14esimo sito piu’ visitato di Internet: acquisirlo significa portare a Google (che attualmente è al posto numero 3) ancora piu’ traffico da poter gestire. E il traffico è il loro magazzino di merci da portare al mercato. Piu’ traffico, piu’possibilità di annunci pubblicitari, piu’ ritorni. Quali forme assumeranno questi annunci nessuno sembra saperlo ancora ma è un problema in via di risoluzione.

Nel frattempo il valore di mercato attuale è qualcosa attorno a 132 miliardi di dollari cosi che l’affare rappresenta l’ 1,3% del valore complessivo di Google. Per Google spendere 1,3% del proprio valore per acciuffare il piu’ importante sito di video su Internet è stata una scelta del tutto logica.

Ma.. ecco che si presenta IL PROBLEMA a cui non ho ancora sentito nessuna soluzione convincente fino ad ora.

Quale sarà la gestione di Google al materiale protetto da Copyright?

Il fatto è che YouTube è strapieno di materiale protetto da copyright (e, onestamente, bisogna ammettere che questo fa parte del suo fascino).

Una cosa è stata la gestione allegra di questo materiale da parte di YouTube: in fondo essi non erano che una startup in perdita.

In questo stato essi erano praticamente impunibili. Ma ora non e’ piu’ cosi: YouTube è parte di Google, un soggetto ricco di denaro fresco che è come il miele per le mosche per azioni legali sulla gestione dei diritti.

Josh Burnoff di Forrester Research, citato da USA Today, afferma: “YouTube ottiene l’accesso alla tecnologia di Google che potrà filtrerà il materiale protetto da copyright con un click di un bottone.”

E’ una auspicabile fantasia, ma non ha alcuna base nella realtà.

E’ piu’ probabile che molte corporation detentrici dei diritti, e consapevoli dell’impressionante potere di Google, cercheranno di organizzarsi prima di lanciare un attacco legale. Detto ciò resta il fatto che il numero di diritti proprietari attualmente violati è incredibilmente immenso.

In ogni caso, prendere possesso del piu’ importante sito di video su Internet era la cosa giusta da fare per Google. Se non l’avessero fatto, Yahoo! ed altri erano pronti ad afferrare questa opportunità.

Come ha affermato il CEO di Google Eric Schmidt riguardo all’affare: “Questo è il prossimo passo nell’evoluzione di Internet”.

Sono d’accordo Eric, e se tu fossi un lettore di questo blog, avresti potuto avere ciò che hai oggi per molto meno.

Ed eccovi l’ultima nota su questo evento…

Per i clienti di YouTube:

iniziate a scaricare i vostri video preferiti oggi perchè Google inizierà a fare pulizia in modo importante e.. presto.

La mia previsione è che verrà stabilita una azione congiunta tra i legali di Google e YouTube a partire dal momento che inizieranno le prime rivendicazioni. Ci sarà un gruppo di persone dedicate a far sparire uno ad uno - manualmente - le violazioni di copyright.

La festa del “chisseneimporta del copyright?”- cui molti di noi come consumatori hanno partecipato - sta per finire e finirà proprio a causa degli interessi di YouTube e Google.

P.S. Vuoi essere informato quando nuovi articoli come questo saranno pubblicati sul blog?

Ken McCarthy è stato uno dei pionieri del movimento per l’utilizzo a fini commerciali di Internet ed è stato coinvolto nei primissimi test di quel che poi sono divenuti processi commerciali di massa come: e-mail marketing, annunci con banner, pubblicità pay-per-click. Se vai su Google Video e cerchi il termine “marketing”, un breve filmato sul suo lavoro è spesso nei primi 10 se non al numero 1.

E’ facile. Basta andare su questa pagina e aggiungeremo il tuo nome alla lista degli iscritti al nostro bollettino:
http://www.internetvideomarketingletter.com/

Diritti di ristampa: è possibile ristampare questo articolo se resta nella sua interezza e se include il P.S.
Copyright: Ken McCarthy, 2006

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