Mauro Sandrini - Adwords Google …bhe… intrecciare percorsi mi è sempre piaciuto. Per cui ho iniziato fin da piccolo. Una volta, verso gli otto anni, avevo chiesto in regalo un libro che contenesse la “Storia del Mondo”. Quella dell’Italia che ci insegnavano a scuola non mi bastava. Il libraio mi guardò strano e cercò di rifilarmi un qualche manuale di storia nazionale. Ma non era quello che volevo. Forse il mio incontro/scontro con il marketing è iniziato proprio lì: in un moto di protesta verso colui che voleva rifilarmi una roba che non era esattamente quello che stavo cercando.

Da un po’ piu’ grandicello, ai tempi delle superiori, mi affascinavano i computer, erano i primi anni ottanta e la competizione era tra gli AppleII ed i commodore 64 (ma anche il vic 20). Comunque sia mi piacevano un sacco il linguaggio macchina del microprocessore 6502 anche se a scuola ci toccava imparare lo Z80. Altro caso in cui il mio desiderio non si incontrava con l’offerta che mi veniva proposta.

Alla fine mi sono preso ’sto diploma di perito informatico. Un periodo bello, il mercato dell’informatica era giovane e gli informatici rampanti. Era il tempo in cui il telefono squillava e ti sentivi fare offerte di lavoro. A tempo indeterminato, mica come adesso.. che a raccontarlo sembra una storia di marziani.

Solo che ho preferito un lavoro tranquillo che mi impegnava mezzagiornata perchè… la voglia di imparare non mi era mica passata e cosi riuscivo a pagarmi gli studi. Poichè di informatica un po’ ne sapevo era tempo di migrare… cosi mi sono iscritto a ingegneria gestionale. All’epoca tutti si chiedevano che sarebbe andato a fare un ingegnere gestionale, oggi sono quelli che fanno meno fatica a trovare e a cambiare lavoro.

Quello che mi piaceva di piu’ dell’ingegneria gestionale è l’intreccio dei campi, il fatto che in realtà non c’è una specializzazione tranne quella di essere elastici: pronti ad imparare cose nuove in domini inaspettati. E poi mi permetteva di coltivare il mio interesse per.. la “storia del mondo” e difatti mi sono laureato con una tesi sull’internazionalizzazione dei servizi. Un modo come un altro per indagare su come stavano andando le cose su ’sto pianeta…

Per un po’, dopo la laurea, ho avuto una società di quelle cosidette dot.com. In termini economici un disastro (che se non ci fossero stati i miei genitori a darmi una mano..) in termini di esperienza notevolissima. Sai com’è… quando ti muovi dalla provincia e ti incontri con i mega consulenti che un giorno fanno una roba con un nome strano per la borsa di Milano, la settimana dopo per quella di Francoforte e poi quella di Johannesburg.. all’inizio ti senti piccolo…. e poi cominci a parlare con questi e scopri che… il costo del lavoro è un concetto inventato in questo mondo di ladri (direbbe Venditti).

Lo stesso lavoro in un contesto diverso viene pagato 10-100-1000 volte di piu’ (o di meno, a seconda da dove lo guardi). Bhe per un ragazzo di provincia questa è stata una sorpresa… comunque nel mentre mi passava l’imbarazzo scoprivo che i mega consulenti si dividevano in due categorie:

  1. i venditori di fumo (nonostante fosse e sia illegale..)
  2. i professionisti

Col tempo ho cominciato a sviluppare un certo fiuto per evitare la prima categoria e cercare di frequentare la seconda.

Comunque l’esperienza della dot.com si è chiusa con il conto in rosso e un bagaglio di esperienza profondo. Ho pensato parecchie volte che un master ad Harvard o a Stanford mi sarebbe costato la stessa cifra ma… senza essere passato attraverso il vaglio della realtà. Insomma nel periodo post dot.com una sera, navigando su Internet, trovo un bando di concorso per un dottorato ricerca in sociologia economica dei processi della nuova economia. Cavolo.. era una specie di richiamo della foresta. Per cercare, almeno, di capire come funziona questa economia che mi aveva cosi velocemente sballotato nei tempi immediatamente precedenti.

Bhe’ spedisco la domanda e…. sto concorso lo vinco.

Grazie a quegli incauti esaminatori ho avuto il privilegio di frequentare parecchi ambienti accademici in Europa (Univ. Cambridge UK, Univ. di Sheffield UK, Univ. Colonia DE), negli Stati Uniti (Univ. Berkeley, Univ. Maryland) ed in Canada (Univ. di Toronto). Insomma sono stati anni vissuti trotterellando su e giu’ per tre continenti (si perchè in vacanza mi piace andare in India..). L’esito di questo periodo è, oltre a un po’ di amici sparsi qua e là, un capitolo di un libro di quelli “importanti” (nel senso della casa editrice almeno) scritto insieme ad un caro amico, il dr. Ferdinando Cerbone, esperto di processi evolutivi. Il libro, francamente costa troppo (120$ ???), ma se qualcuno è curioso può leggere la versione italiana del nostro capitolo qui, e quella in inglese qui).

Attualmente mi occupo di E-Learning, per motivi accademici e professionali, anche se la mia passione lavorativa resta il processo linguistico che muove ’sta roba di Google Adwords. Per questo mi sono messo a scrivere questo blog per cercare di condividere un po’ di cosuccie che ho scoperto nei miei esperimenti su Google con un piccolo business personale che però sta crescendo molto rapidamente.

Mauro Sandrini
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